Visualizzazione post con etichetta Piemonte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Piemonte. Mostra tutti i post

domenica 11 marzo 2018

Baci di Dama

I celeberrimi biscottini di frolla al burro e farina di mandorle e nocciole, uniti a coppia da uno strato di cioccolato fondente fuso, come due labbra serrate in un dolcissimo bacio ...

Tempo di preparazione
1 ora e mezza, più 3 ore di riposo in frigo

Difficoltà
Facile

Ingredienti
 75 g di mandorle sgusciate
 75 g di nocciole sgusciate
180 g di farina
150 g di zucchero
150 g di burro

100 g di cioccolato fondente

Con le dosi di questa ricetta si ottengono circa 25 baci di dama

Preparazione

Tostare le mandorle e le nocciole in padella fino a leggera doratura.
Non dovranno brunire troppo altrimenti risulteranno amare.

Fatele raffreddare e tritatele nel boccale di un mixer.
Tritatele alla massima velocità procedendo in più riprese, per evitare che rilascino un'eccessiva quantità del loro olio. Dovrete ottenere una farina fine e omogenea.

Aggiungete la farina, lo zucchero ed il burro a cubetti e trasferite il tutto nella ciotola della planetaria.
Montate il gancio K e lavorate il composto a bassa velocità fino a ottenere una pasta omogenea.

Datele la forma di un panetto piatto, avvolgetela nella pellicola per alimenti e ponete in frigorifero per almeno 2 ore.

Trascorso questo tempo prelevate la pasta dal frigorifero, tagliate dei dischetti con un coppapasta e, con le mani, formate delle palline della misura di 3 cm circa.
Mettetele nuovamente a raffreddare in frigo per un'ora. 

Disponetele su una teglia foderata di carta forno distanziandole opportunamente. 
Cuocete i biscotti nel forno già caldo a 180° per 15 - 20 minuti.

Sfornateli e fateli raffreddare lasciandoli all'interno delle teglie.
Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagnomaria e, aiutandovi con un cucchiaino, prelevatene una piccola quantità necessaria ad accoppiare i biscotti. 

Lasciate solidificare il cioccolato e i baci di dama sono pronti da servire.

martedì 19 maggio 2009

Coniglio sott'olio

Ricetta tradizionale piemontese (zona Monferrato) per la conservazione della carne di coniglio. Si presta bene per arricchire insalate e piatti freddi, ideale per i mesi estivi!
Uno speciale ringraziamento a Frugiter e gli altri amici ed amiche di Kucinare.it per gli spunti che mi hanno permesso di mettere a punto questa ricetta!

Tempo di preparazione
2 ore e 15 minuti

Difficoltà

Facile

Ingredienti
un coniglio intero già pulito (1,5 kg circa)
carote, sedano, cipolle e aglio q.b.
alloro, rosmarino e chiodi di garofano q.b.
aglio e salvia fresca q.b.

Preparazione
In una pentola con abbondante acqua mettere carote, cipolla, aglio e sedano fatti a pezzi. Portare a
bollore e salare leggermente.

Immergere il coniglio intero nell'acqua già bollente. Fare riprendere il bollore, quindi abbassare
la fiamma e cuocere per circa 1 ora e mezza, controllando la cottura. La carne dovrà staccarsi bene dalle ossa senza tuttavia disfarsi.

Fare raffreddare un poco, quindi spolpare il coniglio, cercando di mantenerne i pezzi il più
possibile interi.

In un vaso a chiusura ermetica iniziare a disporre uno strato di pezzi di carne. Mettere due - tre foglie di salvia, altrettanti spicchi d'aglio fatti a metà e coprire d'olio.
Continuare con altri strati fino ad esaurire la carne.
Di tanto in tanto premere con il dorso di un cucchiaio per compattare la carne e favorire l'uscita delle bolle d'aria.

Coprire d'olio, chiudere ermeticamente e lasciare in frigo per almeno 48 ore prima di consumare.

Servire a temperatura ambiente, abbinando insalate verdi o verdure in genere.

Immagini

Note
L'unica difficoltà che si può incontrare è nella valutazione del grado di cottura della carne.

Questa preparazione viene chiamata anche "tonno di coniglio", in quanto dopo la maturazione sott'olio il coniglio diventa morbido come il tonno.

lunedì 2 marzo 2009

Robiola tipo Roccaverano

La Robiola di Roccaverano è un formaggio DOP che si produce nelle provincie di Asti ed Alessandria. È un formaggio morbido e cremoso, dal caratteristico sapore acidulo. Si produce con una parte di latte vaccino e una parte di latte caprino od ovino.
Questa variante utilizza solo latte vaccino, e la zona di produzione è ... casa vostra!
Grazie ad E.M. per la ricetta e il parere da vero intenditore sul risultato!

Tempo di preparazione
10 minuti, più 48h di maturazione del latte, 24h per la cagliata, 48 - 72h di spurgo e maturazione

Difficoltà

Facile

Ingredienti
2 lt di latte crudo
caglio q.b.
sale fino q.b.

Preparazione
Se si acquista il latte crudo da un distributore automatico (bancolat), utilizzare delle bottiglie che abbiano la chiusura ermetica e pulirle perfettamente lavandole e sciacquandole abbondantemente con acqua bollente ed aceto.

Lasciare il latte a maturare per 48 ore a temperatura ambiente (ma non troppo caldo: l'ideale è 18 - 20 gradi), sempre chiuso ermeticamente nelle bottiglie.

Versarlo in una capace ciotola e aggiungere il caglio in funzione del suo titolo.
Mescolare delicatamente, poi travasare il latte in 2 contenitori con tappo ermetico (non bottiglie, altrimenti non si potrà estrarre la cagliata).

Mettere i contenitori a riposare sempre a temperatura ambiente per 24 ore. La cagliata si sarà formata e galleggerà sul siero.

Con l'aiuto di un colino a trama fine scolare il siero in eccesso e trasferire le cagliate in altrettante fuscelle. Spargere sulla superficie dalle cagliate un po' di sale fino, quindi mettere le fuscelle a scolare sempre a temperatura ambiente per altre 24 ore.

A questo punto se il formaggio è sufficentemente compatto, può essere girato, altrimenti aspettare ancora altre 12 ore, mettendo le fuscelle in frigorifero.
Dopo avere girato il formaggio, salarlo anche dall'altra parte e farlo scolare sempre in frigorifero per altre 24 - 36 ore.

Conservare le robiole in frigorifero e consumarle nel giro di 3 - 4 giorni al massimo.

Immagini


Note

I risultati possono essere leggermente diversi a seconda della carica batterica del latte utilizzato. Se dopo 48 ore di maturazione il latte è già simile allo yougurt, la carica batterica è alta, e la cagliata è più acida, quindi a fiocchetti molto fini. Scola più lentamente, sta meno insieme ed è molto cremoso. Se il latte, invece, dopo la maturazione è ancora fluido, la cagliata sarà enzimatica (simile ad un budino), più facile da manipolare e girare, e scolerà in meno tempo. Il risultato sarà più compatto e un po' meno cremoso.